il premio di MontalbanEdito nel 1996, “il premio” di Montalbàn che ho recentemente riletto, mi ha colpito in particolare nel seguente passaggio:

La bruna issò la bandiera generazionale. “Vivremo inseriti nell’incertezza perenne? Ci chiameremo Generazione X, e a quanto pare siamo condannati a patire questa incertezza, a essere una perenne incognita da risolvere. Che cosa ci possiamo aspettare?”
“L’alfabeto non termina con voi. Sarà peggio per le generazioniY e Z. Quanto all’incertezza, io la penso come Galbraith, le ideologie si sono talmente mescolate l’una con l’altra che ci troviamo a vivere nell’era dell’incertezza, in contrasto con le grandi certezze del pensiero economico del diciannovesimo secolo. …”

Con queste parole Làzaro Conesal, che nel romanzo rappresenta il potere economico della Spagna degli anni novanta, condanna le nuove generazioni all’incertezza sul futuro. Montalbàn ha sempre inserito nei suoi romanzi gialli un’attento affresco della cultura e delle dinamiche sociali del suo tempo e, questa volta, avrebbe potuto ambientare questo romanzo nell’Italia dei nostri giorni.