Isaac Asimov – Fondazione

“Anche se dovessi affermare che l’Impero è una cattiva Istituzione (cosa che mi guardo bene dal pensare), lo stato di anarchia che seguirà la sua caduta sarà certamente peggiore. E’ appunto a questo stato di anarchia che il mio progetto intende porre rimedio. La caduta di un impero, signori, è un avvenimento di enormi proporzioni, non facile certamente da combattere. E’ provocata dalla crescita della burocrazia, dall’inaridirsi dell’iniziativa umana, dall’immobilismo delle caste, dall’appiattimento degli interessi … e da centinaia di altri fattori. Questo movimento è cominciato centinaia di anni fa,  ed è ormai troppo colossale e complicato perché possa essere arrestato.”

Così, nel primo libro della quadrilogia – Fondazione – di Isaac Asimov (prima edizione 1951), il dottor Seldon, inventore della “psicostoria” descrive la situazione dell’Impero che da 12 mila anni governa l’universo.

Se questo passaggio lo leggessimo in un blog (sic!) con la solo sostituzione di alcuni termini (Impero con Governo, centinaia d anni fa con decine di anni fa) lo troveremmo perfettamente non solo contemporaneo ma addirittura scontato. Così come nel libro del celebre scienziato e scrittore, il governo della cosa pubblica si è incartato nella burocrazia, negli interessi miopi, nella mancanza di coraggio di fronte al nuovo che, inarrestabilmente, avanza.

L’evidenza che l’interesse di un Paese (o di un pianeta) e l’equilibrio degli interessi contrapposti dei diversi gruppi, non può essere un buon prodotto se lasciato alla libera spinta delle parti; il sistema trova il suo punto di equilibrio ma è un equilibrio instabile che può scoppiare da un momento all’altro. Per quanto un sistema complesso sia costantemente in uno stato di equilibrio dinamico, affinché tale equilibrio oscilli entro un limite di stabilità il ruolo delle sua parti va incanalato verso una direzione piuttosto che un’altra. Servono “attrattori strani”, risultato di azioni che, spesso grazie all’effetto farfalla o alla serendipità, indirizzano il sistema nella direzione desiderata. E tali azioni non possono essere la reiterazione di azioni del passato o il libero agire delle parti, servono idee nuove, progetti ambiziosi e lungimiranti.

Il dottor Seldon opta per la creazione di un’enciclopedia che raccolga tutto il sapere umano per evitare che, dopo la distruzione, non si debba ricominciare da capo alla luce della previsione frutto della “psicostoria”, la caduta dell’Impero è inevitabile. Pur ritenendo di non essere arrivati a questo punto, potremmo esserne vicini alla luce della recrudescenza della protesta sociale, dei focolai di guerre e di allarmi ambientali. E’ giunta l’ora che pensiamo al futuro utilizzando nuovi paradigmi avendo presente che, oltre all’individuo (o al gruppo di interesse) dobbiamo preservare la specie (e il pianeta).