Ho iniziato il mestiere di consulente nel 1984 e ogni volta che affronto una nuova sfida i pensieri che attraversano la mia mente sono più o meno gli stessi.
Una serie di soluzioni attraversano la mia mente, quale sarà la vincente?
Come devo pormi nei confronti del cliente?
Avrò l’appoggio delle persone coinvolte? e ho capito quali lo sono veramente e chi conta?
Poi, mentre la consulenza prende corpo, emergono gli alibi.
La responsabilità è loro che non vogliono cambiare (ma questo alibi, con fatica, lo ricaccio nel profondo dato che non serve a nulla).
La struttura non ha sufficienti risorse.
Non si rendono conto del valore aggiunto?
Non hanno più fiducia in me?
E queste le risposte che mi sforzo di fornirmi.
Se nulla sta cambiando devo cambiare il mio approccio.
Devo proporre soluzioni adeguate alle risorse disponibili.
Il valore aggiunto devo dimostrarlo se voglio che venga compreso.
La fiducia va continuamente conquistata, non si acquista una tantum.
Ecco allora, al ventottesimo anni di attività, facendomi ispirare dai numerosi maestri che ho (clienti, libri, amici), i consigli ai quali faccio affidamento.
  • Le soluzioni sono come un fiume che per raggiungere il mare si adatta al terreno e trova sempre il percorso possibile più breve.
  • Il cliente è un insieme di persone uniche e con ognuna l’approccio è differente.
  • Tutte le persone contano, dare importanza a tutti.
  • Responsabilità è dare il meglio di sé qualsiasi sia la condizione in cui si opera.
  • Le risorse non sono poche o tante, sono quelle che sono.
  • Il valore aggiunto va dimostrato quantificandolo.
  • Fiducia? prima di tutto fiducia in se stessi.
Advertisements