Sono tra quelli che ha sostenuto con convinzione la necessità della cura di Super Mario e della successiva necessità di passare dalla dieta alla crescita. Sono passati circa sei mesi con i risultati di indubbi miglioramenti della reputazione del nostro Paese e di un abbassamento dello spread. Ma ora è tempo di pensare alla spesa pubblica, agli sprechi, alla dieta della burocrazia e, per quanto possibile, alla crescita (se diminuisce la spesa pubblica si riequilibra il bilancio dello Stato e si liberano risorse per la redistribuzione del reddito – e questa è già crescita).

Il tempo sta per scadere e anche i più fiduciosi cominciano a scalpitare dato che all’orizzonte si profilano solo nuovi costi per il cittadino (IMU, IVA 23%, accise …) e non una sola certezza sul fronte dei tagli ai costi inutili (province, politica, CdA di consorzi, enti inutili, burocrazia …).

Il coro di chi chiede di fare in fretta a dare il via alla seconda fase è sempre più numeroso, il tempo è scaduto, Super Mario.

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