Il numero di organizzazioni che adotta il Bilancio Sociale è in aumento; dalle grandi aziende alle PMI, dalle cooperative alle organizzazioni no profit e alle fondazioni, l’adozione di questo strumento di comunicazione, e dunque di trasparenza, sta diventando una prassi sempre più diffusa. Ma quali sono le ragioni di tale scelta?

Premetto che sono favorevole a quest’orientamento ma ritengo opportuno approfondire alcuni aspetti. In particolare volgi fornire, dal mio punto di vista, un elenco seppur incompleto di vantaggi e svantaggi e alcune regole da rispettare. Comincio da quest’ultime e ne cito solo due: la trasparenza e la continuità.

Un Bilancio Sociale che non si basi sulla trasparenza, oltre a negare la sua essenza, comporta grossi rischi per l’azienda che fa questa scelta: la rete è oramai in grado di svelare tutte le “bufale” anche se l’autore è uno sconosciuto.

Un Bilancio Sociale che non viene aggiornato periodicamente, di solito annualmente, nega ancora una volta la sua stessa essenza di essere strumento di pianificazione e controllo dell’evoluzione dell’azienda nel suo impegno per la sostenibilità.

Tra i vantaggi che l’adozione del Bilancio Sociale può comportare cito la reputazione, la crescita di una cultura della sostenibilità sia all’interno che all’esterno dell’impresa, l’orientamento verso strategie competitive basate sulla sostenibilità (in ragione soprattutto che sostenibilità e profitto devono essere coincidenti).

Gli svantaggi derivano essenzialmente da un utilizzo improprio dello strumento: cattiva divulgazione, scarsa trasparenza ovvero dire solo quello che piace, scarso coinvolgimento degli stakeholder.

Sondaggio: sono consentite le risposte multiple.
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