Quanto interesse c’è da parte delle aziende sul tema della sostenibilità? Tanto quanto la sostenibilità contribuisce a realizzare profitto.

Parto da questo postulato, del quale sono convinto, per auspicare la proliferazione di attività di ricerca verso azioni concrete con la caratteristica di coniugare sostenibilità e profitto. Che siano azioni volte al risparmio sui costi, che siano azioni volte ad aumentare l’attrattività dell’impresa e dei suoi prodotti, che siano azioni capaci di aumentare la produttività o, meglio ancora che portino a tutte queste ricadute, la sfida competitiva cui andiamo incontro si incentrerà sempre più nella capacità di creare profitto favorendo la sostenibilità. Vuoi perché i paesi avanzati difficilmente possono competere nelle forme a cui si era abituati, vuoi perché la sostenibilità sta entrando di prepotenza nel sentire comune, la sfida va raccolta.

Non si tratta dunque di far leva sulle coscienze con appello all’eticità bensì di agire sul piano pratico delle soluzioni che, in quanto coerenti con l’essenza stessa di fare impresa, possono diventare “mode” utili, territori di nuove forme di gestione dell’impresa.

Certamente ci sono alcune condizioni da rispettare.

Tra le prime metterei la necessità di creare un ambiente innovativo capace di far emergere idee e confronto, un ambiente nel quale la responsabilità e la partecipazione attiva sono la regola. Improbabile, sono impossibile, che idee nuove emergano in culture basate sul dividi et impera, sulla rigida gerarchia e sull’inaccessibilità delle informazioni.

Sempre tra le condizioni necessarie pongo la condivisione che, oltre a caratterizzare l’ambiente interno dell’organizzazione, deve valicare i suoi confini senza temere il furto delle idee: il binomio sostenibilità e profitto deve essere sistemico e, dunque, fattore competitivo della filiera e del settore. La concorrenza con il vicino di casa non giova ad alcuno, serve crescere assieme.

Infine ritengo utile la trasversalità: le azioni che possono essere proficue per un’azienda, oltre ad esserlo per il concorrente, spesso sono l’incipit per azioni analoghe in altri settori. Il confronto tra la diversità – di settore, di mercato, di storia – è fonte di creatività e, dunque, di capacità innovativa.

Riassumendo, ambiente innovativo, condivisione e trasversalità sono gli elementi fondanti per innescare un nuovo approccio alla gestione aziendale a partire dai nuovi paradigmi – seppur ancora non del tutto noti – che la crisi in atto porta con sé.

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